La Mammite acuta da arrivo fratellino o sorellina

Quando il secondo figlio fa male al primo. E come dargli torto? Si passa da una totale dedizione e attenzione esclusiva al dare risposte fugaci e frettolose, perché purtroppo non c’è mai tempo da dedicare solo ad uno senza avere incombenze sull’altro.

Biscotti mamma-figlia
Biscotti mamma-figlia

Le giornate, in genere, e soprattutto di una mamma, a maggior ragione se è una mamma che lavora, sono sempre farcite di eventi, attività e preoccupazioni sin dalle prime luci dell’alba.
In queste giornate così intense ci ritroviamo spesso a fare anche da psicologhe. Il nostro ruolo di mamma infatti ci porta spesso a specializzarci in questa materia e nel mio caso ora anche in “Psicologia per la gestione della mammite da arrivo della sorellina”.
Che cos’è la mammite o la mammite acuta? È la sindrome di attaccamento morboso alla mamma che colpisce soprattutto i neonati dai 10 ai 18 mesi. E’ un senso di insicurezza che li porta ad avvinghiarsi alla mamma perché incerti nell’affrontare le prime esperienze di vita. Diventa acuta quando il rapporto è così univoco che non riesci neanche a svolgere le mansioni più banali senza averli avvinghiati ad una gamba o ad un braccio.
Cosa succede se la mammite viene contratta dalla tua bimba più grande, per esempio di 5 anni? Intanto c’è da dire che se ciò avviene è perché è capitato qualcosa che li rende insicuri e il caso più eclatante è l’arrivo di un fratellino o di una sorellina.
Il caso: la mia 5enne Aurora comincia a sentire “l’ingombro” di un’altra persona in casa che pian piano conquista il suo spazio, con abitudini e interazioni che inevitabilmente invadono lo spazio che fino a quel momento era stato a completa disposizione della prima. La sua reazione inconsapevole è quella di richiedere ancora più fortemente la presenza della sua mamma.
Non fa una piega, ma ora la mamma, e cioè io, che riveste il ruolo di mamma-psicologa, inforca le lenti come da film e studia la situazione per non fare danni.
In un primo momento le reazioni sono state di istinto cercando di sminuire il tutto con un paio di battute, ma appena ho notato il reiterarsi dell’atteggiamento morboso tipico di chi è affetto da mammite acuta è scattato il piano B: mettere in campo le coccole, l’attenzione e il ritorno all’esclusività di un tempo.
Purtroppo per fare questo, dobbiamo accantonare per il tempo necessario tutto il resto, riducendo all’essenziale le altre abitudini, anche l’attenzione verso l’altro esserino che popola la casa.
Quindi il piano B si traduce in: facciamo qualcosa insieme! E io ho sfruttato questo tempo facendo dolci biscottini insieme elargendo farina alla piccola Bianca, che a suo modo ha partecipato e si è sentita anche lei coinvolta.
Il risultato: ci siamo divertite, abbiamo trascorso del tempo insieme, è ritornata l’esclusività di un tempo e sembra che Aurora stia sulla strada della guarigione dalla mammite acuta.
Lo so che non me la caverò con 2 biscottini, ma ci saranno altri round da affrontare, ma la strada da percorrere è sicuramente quella dell’attenzione.



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