La Fenice risorge dalle sue ceneri

Avete mai sentito parlare di persone che ritornano a vivere (attenzione non a sopravvivere!!) dopo un trauma che gli ha sconvolto la vita?

Parlo di persone che sembrano aver perduto tutto e risorgono in una vita diversa da quella che avevano immaginato, ma che vista dall'esterno fa invidia agli altri.
Questo è il caso più estremo.

Esistono però i casi in cui sembra che tutto ciò per cui si è lavorato una vita intera vada perduto non necessariamente per colpa tua ma per una serie avversa di situazioni e ti ritrovi di fronte al nulla, a rimuginare su ciò che poteva essere fatto e non è stato fatto, a darti colpe che non hai o a cercare di darti meriti che probabilmente non hai ma che poco importa perché ti aiutano a superare il momento.

Come reagiamo di fronte a questa situazione "apocalittica"? c'è chi rimugina e rimugina e gira il dito alla ricerca di un colpevole. Spesso attribuire la colpa a qualcuno o qualcosa ti rende migliore, ti alleggerisce dalle responsabilità.

Mi chiedo però se incolpare qualcuno, che siamo noi o qulcun altro, possa cambiare lo stato dei fatti. Certo se c'è una reale responsabilità, la prassi vuole che accollarsene serva a crescere e a maturare. Va bene, ma poi cosa succede?

Non è sulla responsabilità che voglio centrare il punto, ma è sul dopo! Dopo cosa succede?
La parola d'ordine è reinventarsi.
Voglio parlare di quelle persone che sono riuscite a darsi una nuova identità o addirittura a scoprire finalmente la propria identità nascosta fino a quel momento.

Si dice che noi donne abbiamo una risorsa impagabile: la creatività. Cosa ci importa se la nostra idea ha dell'irrazionale, è divertente seguirla proprio perché non sappiamo dove ci porta.

A chi è capitato di inventarsi un mestiere, un percorso diverso da quello che gli altri, e noi prima di loro, avevamo in mente per noi? Rompere con la regola. E' faticoso e ci vuole tanto coraggio, lo ammetto. Ma non è più faticoso seguire il mood degli altri?

Quante volte ci sentiamo incastrati nella routine e non ne veniamo fuori? allora pensare "alternativo" ci può dare una mano a sollevare la testa dal mucchio?

Quando parlo di mucchio penso che siamo proprio noi a comporre quel mucchio...eh si, ci sentiamo spesso diversi, ma siamo poi tutti uguali. Probabilmente siamo uguali perché fa comodo ed è più facile essere nel gruppo.

Pensiamo agli adolescenti, che periodo impegnativo: cominciare ad avere un'identità ben precisa e scontrarsi con l'identità del "branco" che li rende tutti uguali.

Ecco forse c'è del positivo ad essere adulti: quel branco non ci interessa più. Siamo più proiettati sulla nostra persona e non abbiamo più timore del giudizio degli altri, o meglio ne abbiamo di meno.

A cosa ci porterà la nostra testolina?
A me ha portato a creare questo blog atipico....a voi?

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